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Fare clownterapia in ospedale vuol dire molte cose

Fare clownterapia in ospedale vuol dire molte cose. Tra queste assorbire inevitabilmente un po’ del dolore, della frustrazione, della paura, della stanchezza, della rabbia della persona che incontri.
Ma vuol dire anche tirare fuori un motivo, se pur semplice, per sorridere, e creare per un attimo una bolla fuori dal tempo con le persone che si trovano in quella stanza d’ospedale. Riuscire a vivere un breve momento di leggerezza, che talvolta ti travolge con un impeto e una forza che ti scombussola.

Non è sempre semplice decidere di indossare il camice e il naso rosso. Alcune sere arrivo in ospedale carica come una molla, altre volte invece sento il peso della giornata appena trascorsa sulle spalle, e penso di non avere la forza per fare nemmeno un palloncino, figuriamoci portare un sorriso. Ma per fortuna in questi casi mi trovo a fianco dei compagni fighissimi che mi ricaricano al volo, e subito il turno si trasforma, la stanchezza scompare e il sorriso si fa strada nel mio volto.

E così, come per magia, ti senti vivo, energico, pieno di vita e grato per quello che hai potuto vivere e condividere, al punto che ti torna persino un po’ di fiducia nel fatto che nel mondo esistano ancora tante persone di cuore.

Piperita